Zaino, musica nelle orecchie, un sedile e un grande finestrino per guardare il mondo fuori…
Paolo Quilici, autore televisivo (Pechino Express fra gli altri) e scrittore di We Love Korea, ci porta alla scoperta della Corea del Sud attraverso un tour in treno.
Ha accettato di rispondere a qualche nostra curiosità.
Paolo, grazie per aver accettato questa intervista.
Raccontaci un po’ di te
Sono Paolo Quilici, faccio l’autore televisivo, soprattutto di programmi legati ai viaggi, e in particolare di Pechino Express. Da anni sono appassionato, anzi innamorato della Corea e della cultura coreana.
Con il Consolato generale della Repubblica di Corea hai realizzato una serie di video dedicati ai viaggi. Come è nato il progetto “La Corea in treno”?
Due anni fa ho pubblicato “We love Korea”, la prima guida italiana dedicata alla Corea. Il Console ha comprato il libro, gli è piaciuto molto e mi ha fatto chiamare per conoscermi. È stato un incontro bellissimo, e in seguito a quell’occasione il Consolato mi ha chiesto se volessi realizzare un videoblog durante uno dei miei viaggi in Corea. Mi hanno lasciato carta bianca, e io ho pensato che potesse essere interessante mostrare come è facile viaggiare in treno in Corea. L’idea è piaciuta molto e così sono partito!
Viaggiare in treno è un modo sostenibile per conoscere le diverse regioni e città di un Paese. Come funziona in Corea? E’ economico? Qual è la differenza più grande rispetto all’Italia?
Parto subito dicendoti la più grande differenza: i treni sono sempre puntualissimi! E poi, come succede per tutti i mezzi pubblici in Corea, sono estremamente silenziosi. Tutti stanno in silenzio per non disturbare gli altri passeggeri. Non ti capita mai la persona maleducata che parla al telefono urlando…cosa che mi è successa spesso in Italia!
Io ho utilizzato soprattutto i KTX, i treni veloci, che sono paragonabili ai nostri Frecciarossa. Sono estremamente comodi, puliti e un pò più economici rispetto all’Italia. Andare a Busan da Seoul, un viaggio di circa due ore e mezza, costa più o meno 40 euro.
Secondo te, per gli stranieri è un modo sicuro di girare il Paese?
È un modo sicurissimo! E molto semplice, anche per chi non parla coreano. Le stazioni sono attrezzatissime e hanno sempre uffici turistici con personale che parla inglese ed è pronto ad aiutarvi in ogni modo.
Puoi spiegarci cos’è il Korail Pass?
È un pass turistico pensato per gli stranieri che visitano la Corea, e permette di viaggiare in modo illimitato su tutta la linea ferroviaria Korail, che copre gran parte del Paese. È disponibile in 4 tagli diversi: da 2 o 4 giorni non consecutivi e da 3 o 5 giorni consecutivi. Il più economico, quello da 2 giorni, costa circa 85 euro e quello più costoso, da 5 giorni, 150 euro.
Se avete in programma di fare più viaggi è decisamente conveniente. Io ho fatto il pass da 5 giorni e ho potuto visitare tutte le città più importanti del sudest del Paese partendo e tornando a Seoul.
Il pass si compra online o nelle stazioni. Attenzione: tutti i viaggi sui treni KTX vanno comunque prenotati, anche se avete il pass. Anche la prenotazione si può fare online o nelle stazioni. Nel momento in cui scegliete il treno vi verrà chiesto il codice del vostro Korail Pass e in questo modo la prenotazione sarà gratuita.
Hai consigli per chi decide di viaggiare in treno da solo in Corea?
Viaggiate leggeri! Io lascio sempre la valigia grande a Seoul, in uno dei tanti depositi che si trovano in città (ne trovate ad esempio sul sito www.radicalstorage.com) e viaggio con il trolley. Poi in tutte le stazioni si trovano dei comodissimi armadietti per lasciare i bagagli, quindi potete mollare lì anche il trolley e girare comodi.
Tra i percorsi del progetto, cosa ti è rimasto più nel cuore o ti ha colpito maggiormente?
Sicuramente Gyeongju, una delle città più importanti della Corea dal punto di vista storico. È stata la capitale del regno di Silla, che governò la penisola coreana fino al X secolo, ed è piena di siti patrimonio dell’UNESCO. Non è ancora molto visitata dai turisti
stranieri, ma veramente vale il viaggio. Si raggiunge in 2 ore da Seoul e solo in mezz’ora da Busan.
Durante questi viaggi, ti sei trovato in qualche situazione di difficoltà o disagio?
Sinceramente no! La Corea è davvero un Paese molto semplice da girare. Le persone sono estremamente gentili e disponibili e poi c’è una app per qualsiasi cosa, questo aiuta molto a orientarsi e a non perdere tempo.
Il piatto più buono che hai provato? Quello più strano?
Il piatto più interessante che ho provato durante questo viaggio è stato sicuramente l’eonyang bulgogi che si mangia a Ulsan, sulla costa sudest della Corea. Chi conosce un po’ la cucina coreana ha sicuramente provato il bulgogi, le deliziose striscette di manzo marinate e grigliate. Nella città di Ulsan, però, questo piatto viene servito in una forma completamente diversa, in grandi polpette schiacciate che ricordano un po’ gli hamburger.
Ulsan era una città di miniere. Le mogli dei minatori, la mattina, preparavano il pranzo per i mariti da portare al lavoro. In questa forma, il bulgogi diventava una schiscetta perfetta. Il risultato è una carne incredibilmente succosa e speziata alla perfezione. Inoltre si mangia accompagnata dal minari, una verdura spontanea che è diventata famosa grazie all’omonimo film del 2020.
A Seoul non mi era mai capitato di mangiarla!
Il piatto più strano invece è stato sicuramente l’hongeo, tipico della regione del Jeollanam-do, a sudovest del Paese. Si tratta di razza fermentata, servita cruda a fettine accompagnata da pancetta di maiale bollita. Un piatto che dagli stessi coreani è considerato strano, della serie o lo ami o lo odi! Ha un odore di ammoniaca fortissimo che scoraggia molte persone. Il sapore è leggermente più delicato ma mangiarlo fa comunque un effetto strano, brucia la gola e ha un effetto anche un po’ inebriante! Ho faticato tantissimo per trovare un amico che mi accompagnasse a provarlo. Ma ne è valsa la pena e devo dire che a me è piaciuto molto, lo rimangerei subito!
Puoi consigliarci una meta alternativa, raggiungibile in treno da Seoul, che non dovremmo perderci?
Oltre a Gyeongju di cui parlavo prima, vi consiglio Jeonju. Si raggiunge in 1 ora e mezza da Seoul e quindi volendo può anche essere un’ottima gita da fare in giornata. È una città splendida con uno dei più bei villaggi hanok (i quartieri di case tradizionali) del
Paese. Inoltre è la capitale coreana dello slow food, si mangia divinamente!
C’è qualcosa che hai imparato della Korea viaggiandola in treno?
Ho imparato che ogni città ha la sua particolarità, la sua storia, i suoi piatti. Anche posti poco turistici, come ad esempio Ulsan che nominavo prima nascondono attrattive sorprendenti.
I coreani poi hanno una capacità incredibile di valorizzare quello che hanno e renderlo divertente, interessante e istruttivo.
Hai conosciuto qualche persona particolare? Puoi raccontarci un aneddoto?
Direttamente sui treni no, anche perché, come dicevo, la maggior parte delle persone stanno in rispettoso silenzio.
Grazie ai tanti viaggi, però, e alle volte in cui ho lavorato in Corea, mi sono creato una rete di amici e di amici di amici, e ovunque possibile li ho convolti per andare a mangiare insieme o per farmi raccontare qualcosa della loro città.
Viaggiare da soli in Corea è facilissimo, ma naturalmente se si ha la possibilità di passare del tempo con persone locali ci si gode molto di più l’esperienza.
Da questa esperienza cosa ti sei portato a casa?
La voglia di ripartire subito! Ho in progetto di fare un viaggio molto più lungo esplorando anche paesi più piccoli, in particolare a sudovest, nel Jeollanam-do di cui parlavo prima. C’è un mare splendido eppure è la zona meno toccata dal turismo.
Grazie infinite Paolo per averci dedicato del tempo. Alla prossima…
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